L’evoluzione del prezzo dell’oro

Anche se gli specialisti sono tutti categorici nel dire che il prezzo dell’oro non può che aumentare in futuro, è difficile per i trader neofiti capire l’evoluzione attuale e passata dell’oro per determinare una reale strategia di investimento sul lungo termine.

Per aiutarvi a capirlo meglio, ecco alcune spiegazioni sull’evoluzione del prezzo dell’oro nel corso del tempo.

 

Piccolo riassunto sull’oro in quanto attivo

Per capire meglio cosa influenza l’evoluzione dell’oro nel tempo, è essenziale ricordare qui alcuni dati fondamentali riguardanti questa materia prima. Ricordiamo soprattutto che l’oro è prodotto soltanto in alcuni paesi tra i quali la Cina, l’Australia, gli Stati Uniti, la Russia e il Sudafrica.

È altrettanto importante notare che il Sudafrica, che era il primo produttore mondiale negli anni ’80, oggi non produce che l’8% dell’oro.

Per quanto riguarda le importazioni, riguardano soprattutto l’India e la Cina, la cui legislazione ha recentemente autorizzato i privati e i professionisti a possedere oro. Ma i più grandi possessori d’oro sono spesso le banche centrali internazionali.

 

Piccola storia dell’oro ed evoluzione della sua funzione

È anche importante capire che all’origine l’oro era una moneta a pieno titolo, come l’argento.

Il suo ruolo si è quindi modificato al momento dell’apparizione della carta moneta. Ma ha continuato comunque ad avere un valore monetario forte in quanto garanzia o tallone a partire dal XIX secolo. All’epoca era comunque convertibile in moneta secondo un rapporto fisso.

È in seguito ai periodi inflazionistici  successivi alle due guerre mondiali, che, in occasione degli accordi di Bretton Woods, l’oro è stato correlato unicamente con il Dollaro americano, il quale svolge ancora oggi questo ruolo.

Il biglietto verde svolge dunque il ruolo di tallone per tutte le altre valute mondiali.

Ma l’aumento progressivo della quantità di moneta americana ha reso questo sistema obsoleto a partire dalla fine del 1971, anche se l’oro continua ancora oggi ad essere quotato in Dollari.

 

L’evoluzione dell’oro borsistico dal 1971 ad oggi

È solo a partire dal 1971, dunque, che si è potuto quotare l’oro sui mercati a partire da 35 dollari l’oncia. Malgrado le forti variazioni, l’oncia d’oro ha raggiunto un picco nel 1980 a 850 dollari. Se tale valore di 850 dollari può apparire basso, è importante capire che rispetto al livello di vita dell’epoca corrispondeva ad oltre 2000 dollari attuali.

Dopo questa data, l’oro ha conosciuto una fase di correzione importante, cadendo a 300 dollari nel 1982 per poi riprendersi nel 2006 risalendo a 500 dollari l’oncia. Ma il rialzo più forte dell’oro si è osservato nel 2008 quando l’oncia ha raggiunto i 1011,25 dollari prima di cadere, come le altre materie prime, a causa dell’inizio della crisi finanziaria verso i 690 dollari in un solo anno.

Si è dovuto attendere il 2009 perché l’oncia d’oro giocasse infine il suo ruolo di valore rifugio e progredisse in maniera spettacolare, raggiungendo un prezzo di 1500 dollari nel 2011 e poi mai al di sotto di 1908 dollari nell’agosto dello stesso anno, livello che rimane attualmente il più elevato storicamente. 

Il ribasso relativo che abbiamo potuto osservare tra il 2011 ed oggi è dovuto ad una serie di voci che riguardano vendite massicce da parte delle banche centrali e ad alcune norme tra le quali la legge Dodd-Frank, senza contare i prelievi dei guadagni puramenti tecnici effettuati dai trader all’avvicinarsi della soglia psicologica dei 2000 dollari l’oncia.

Se il prezzo dell’oncia d’oro è quotato all’inizio del 2013 intorno ai 1500 dollari, gli specialisti rimangono convinti che questo attivo continuerà ad evolversi al rialzo in futuro.